Qual suol talvolta il fido servo amato Star tutto extracto ad ascoltar la imposta Del suo signor ad obedir parato, Tal quì monstrava il spirto haver disposta
La vaga mente udire il suo magiore Per dar più dolce e grata la risposta. Et cum acto reverente e pien d'amore Surrise alquanto e mosse tal parole
Monstrando cum letitia un vivo ardore. Quel che rescalda, disse, e muove, il sole E la viva alma in noi per gratia infonde, E quando piace a lui se la ritole,
Me fece in su l'extremo sì joconde Le forçe intellective e sì robuste Che subito volai tra foco e fronde, Dove erano ombre nude e parean iuste,
Le qual qui se pascean d'un cibo amaro più assai che del Baptista le locuste. E giunto quivi como in luoco chiaro, Mi fu da tutti facto bona ciera
E andavami cum loro a paro a paro. Alhor compresi questa vita altera Esser caduca, perigliosa e strana, E cosa da fugir più ch'una fera.
La gente greca scorsi e l'africana Caduta a terra e già venuta meno, E Roma e Troja structa e fatta piana, Und'io de morte homai non temo il freno,
Ma godomi cum gli altri in vera speme Purgando ogni mia colpa e mal veneno. Ogni hora in cotal luogo gente vene D'ogni paese e porta in fronte scripto
L'opere injuste e 'l meritato bene. Qual par più lieto, e qual si mostra afflicto, Portando cum vagheça ogn'huom quel peso Che iusto se conviene al suo delicto.
E mentre io stava a remirar suspeso Se alcun vedessi nel mio grado posto E da violente morte essere offeso, Sença altro dir mi venne agli occhi tosto
Mille ombre vaghe e nel aspecto degne Cum piaghe che monstravan de gran costo. Queste portavan seco loro insegne Como nel pecto, e cognosceasi in parte
Qual crude fusser state, o qual benegne; Ma quì tra gli altri un poco da disparte Erano spirti da virtù signati, Che ben parea çascun figliol de Marte.
Tra quisti io scorsi del tuo sangue nati Zoanne Bentivoglio e tuoi consorti Che furon per la patria insanguinati. E quivi seco poi cum gli ochij acorti
Miser Antonio vidi star pensoso, Che al mondo già sostenne tanti torti. Era costui ancora sanguinoso Del crudel caso che 'l pastor romano
Havea sofferto in lui sì furïoso. Non altramente fece quel prophano Verso costui che l'aspro e fier Nerone A Seneca facesse e al buon Lucano;
Però che sempre seco in unïone Era cum fede stato e cum gran stenti Per darli de sua patria il confalone. El suo car' figlio quivi cum lamenti
Parea se condolessi di coloro Che a torto gli havean dato tal tormento. Dico Hannibale, che per suo ristoro Iusta vendecta fu dal ciel premessa,
Et dato il premio a sì crudel lavoro. Questo fu quel che nostra patria oppressa più volte liberò cum la sua spada Qual mai sença victoria fu rimessa.
Da questo degnamente se degrada Il sangue, le tue membra e la persona, E fu tuo genitor per dritta strada. Questi fra gli altri cum la mente prona
Factomi presso a loro li salutai Nel modo che fra spirti se ragiona. Tutti me fecer segno et io monstrai Del cor la impronta, come feci a voi
Et fisso el tuo parente remirai, In me tenendo firmi gli occhi suoi.
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