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1798–1837

CXXVIII – Spolverini

Giacomo Leopardi

Ma l'attento cultor che a un tempo mosse Gli acquidotti a osservar, gli argini, i fossi Dispensator de l'acque; e a questo e a quello Dié, qual volle ragion, ordine e forma;

Or di gioia riempia il core e 'l guardo, Liberamente in giù correr mirando Larghi i ruscelli, ad allagar suoi piani. Già n'annunzia l'arrivo, e lietamente

Precorrendo il cammin, con batter d'ali, Con festevol garrir, turba d'augelli In mille modi ad osservarli invita. Già s'ascondon le glebe, e sciolto il freno,

Di canal in canal, di varco in varco Stendonsi l'acque; infin che a poco a poco D'un cristallino vel tutto coperto Trovasi aver l'antica madre in grembo.

Appaion rai, galleggiando intorno, Entro a que' gorghi, in que' nascenti laghi, Fangosi abitator, mill'empi mostri; La gracidante rana, l'agil topo,

L'informe scarafaggio, il mortal rospo, La biscia immonda; e volto in barca il tetto, La lumaca, e l'umil corna in antenne; Verso i liti vicin, verso le opposte

Isolette natanti ognun cercando, Per quell'umide vie, condursi in porto.

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