Dietro la scorta de' tuoi chiari passi,
Signor, ne vengo, d'una in altra etate,
Fra' nostr'avi a cercar di nobiltate
Le insegne, onde talun sì altero stassi.
Ma più che in quel cammino addietro vassi,
Scorgo la rozza antica povertate,
Semplici mense in umil foggia ornate,
E schiette vesti, e tetti oscuri e bassi:
Infin che a le capanne ed a le ghiande
Mi veggo addutto, e al prisco stato umile;
E il meschin trovo pareggiato e il grande.
O nobiltà, com'è negletta e vile
L'origin tua, se in te suoi rai non spande
Virtù, che sola può farti gentile.