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1798–1837

CXLI – Varano

Giacomo Leopardi

Mi trovai dentro a vasti campi aperti, In cui nulla allignò mai verdeggiante Erba né pinto fior, né irrigò fonte Con limpid'acque le frondose piante:

Non rupe nuda né selvoso monte Ivi s'ergea; ma sol di sabbia piene Valli ampie si perdean coll'orizzonte, Sfumando i confin lor ne le serene

Vie dell'etere azzurro. Unica al guardo Lungi splendea ne le solinghe arene Mole alta fin dove ferir può dardo; E colà il grande e non più visto obbietto

M'invitò il passo per tristezza tardo. Sul terren da qualunque arte negletto Maravigliando io gia che l'occhio avvezzo Sì a lungo fosse a non mai vario aspetto;

Ch'io dal Sol non varcava all'ombra e al rezzo, Ma sempre egual fendea lume, e la stessa Aria nullo spirante odor, né lezzo; E sol qua e là de la men grave e spessa

Arena sorgea fuor con fiacche forze Macchia di spini appena sorta e oppressa, Ch'io m'avvidi esser nido in cui rinforze Vipera od aspe il giovanil veleno

Da le svestite loro aride scorze.

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