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1798–1837

CXI – Zappi

Giacomo Leopardi

Sognai sul far de l'alba; e mi parea Ch'io fossi trasformato in cagnoletto: Sognai che al collo un vago laccio avea, E una striscia di neve in mezzo al petto.

Era in un praticello, ove sedea Clori di ninfe in un bel coro eletto. Io d'ella, ella di me prendeam diletto: Dicea: corri, Lesbino; ed io correa.

Seguia: dove lasciasti, ove sen gio Tirsi mio, Tirsi tuo? che fa? che fai? Io gia latrando, e volea dir: son io. M'accolse in grembo: in duo piedi m'alzai:

Inchinò il suo bel labbro al labbro mio: Quando volea baciarmi, io mi svegliai.

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