Skip to content
1798–1837

CXCVIII – Cesarotti

Giacomo Leopardi

Odi, Fille, e m'aita. Ardo; e del petto Tengo a lei che il destò, l'ardor celato. Ella o l'ignora, o il finge; e del mio stato Prendesi (e il crederò?) crudel diletto.

Mandai nunzio del core un sospiretto, Che pian pian mormorava il nome amato: Ei gemea verso lei; passolle a lato: Ma tornò non inteso, ovver negletto.

Fille, teco ella è sempre: ah dille ch'io Per lei, solo per lei, peno e mi sfaccio. Ma tu chiedi qual sia: scherzi, o nol sai? No, non è Silvia o Nice. Eurilla? oh Dio.

Licori? ah no. Chi dunque? ah, Fille, io taccio: Vattene a questa fonte, e la vedrai.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CXCVIII – Cesarotti · Giacomo Leopardi · Poetry Cove