Odi, Fille, e m'aita. Ardo; e del petto
Tengo a lei che il destò, l'ardor celato.
Ella o l'ignora, o il finge; e del mio stato
Prendesi (e il crederò?) crudel diletto.
Mandai nunzio del core un sospiretto,
Che pian pian mormorava il nome amato:
Ei gemea verso lei; passolle a lato:
Ma tornò non inteso, ovver negletto.
Fille, teco ella è sempre: ah dille ch'io
Per lei, solo per lei, peno e mi sfaccio.
Ma tu chiedi qual sia: scherzi, o nol sai?
No, non è Silvia o Nice. Eurilla? oh Dio.
Licori? ah no. Chi dunque? ah, Fille, io taccio:
Vattene a questa fonte, e la vedrai.