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1798–1837

CXCVII – Cesarotti

Giacomo Leopardi

Era un bosco la terra; ivano a squadre Gli uomini errando, e si mescean quai fere: Sceso Imeneo da le celesti sfere, La sua possanza ah di qual ben fu madre!

Sacri nomi s'udir di sposo e padre; Ministro di virtù fessi il piacere; Saggio divenne amor, dolce dovere, Nacquer leggi, cittadi, arti leggiadre.

Fu di famiglia pria, quel che fu poi Amor di patria: ché ad amar s'apprese Ne' suoi se stesso, e ne la patria i suoi. S'eternan chiari nomi, avite imprese;

Virtù scambiarsi, e s'innestaro eroi: Sposa, Imene a tal fin sue faci accese. T'esalti il gregge vil, secol che detto Fosti a torto de l'oro; io ti condanno.

Fu il vantato tuo bene ombra ed inganno: Ch'ombra è piacer se nol condisce affetto. Spegnea in culla il desio facil diletto; Ché ignoto onor non si dicea tiranno:

Senza fren, senza scelta, e senza affanno, Era l'auspice istinto, un cespo il letto. Proprio fessi il comun; leggi e pudore Ne fur custodi: onde il desio, che sciolto

Disperdeasi pei sensi, invase il core. Da più parti respinto, in ceppi avvolto, Concentrossi in un punto: e nacque amore: Amor! l'Eliso è in questo nome accolto.

Duro nome è dover: d'ogni diletto Tra le sue mani inaridisce il fiore. Sdegna lungo riposo alato Amore; E in braccio a sicurezza assonna affetto.

Non chiude tutto il bello un solo obbietto; E l'uom di tutto il belloo ha vago il core. Col bel nasce desio, s'allenta, e more: Ché se varia cagion, non dura effetto.

Sogno è d'accesa mente, eterna fede: Tu nol soffri, o natura; uom, tu nol puoi; Chi l'esige è tiran, folle chi 'l crede. Tal parla il mondo cogli erranti suoi:

Coppia gradita al Ciel, felici Tede, Smentir l'empio linguaggio opra è da voi. Santo dover, ti di terren diletto Depuri il fonte, e ingentilisci il fiore.

Senza la scorta tua che fora amore? Ebbrezza d'alma, e periglioso affetto. Se tutto nol concentra un solo obbietto, Erra distratto, e vòto langue il core.

Uom, cerca il bel che non declina o more, E avrà stabil cagion costante effetto. Né fe senza virtù, né senza fede Amor, né senza amor gioia aver puoi:

Mal abbia il guasto cor che ciò non crede. Per chi sacra a Virtude i pensier suoi, Ventila Amore ad Imeneo le tede. Sposi, non sogno no: favello a voi.

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