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1798–1837

CXCV – Bondi

Giacomo Leopardi

L'opera ferve; e già del pranzo omai L'ultima parte a terminarsi è presta: Di lesso e arrosto n'han mangiato assai; E sol l'estremo e miglior cibo resta.

Ognun l'aspetta, e volge avido i rai, E con la man fa cenno e con la testa. Ma già l'accusa il vivo odor fragrante, Già l'aspettato vien piatto fumante.

Come talor se rondine discende Con l'esca usata in bocca al tetto fido, Lo stuol digiuno de' pulcin, che attende, A l'arrivo di lei solleva il grido;

Ognuno a gara il collo allunga e stende, E il rostro aperto mostra fuor del nido; Tale, al recarsi il cibo saporito, Ognun sorge a veder dal proprio sito.

Cresce ne i nostri campi un seme eletto, Che grosso e lungo ha il gambo, ampia la fronda; Dal natio lido, grano turco è detto; E mette, al maturar, pannocchia bionda,

Che curva piegar suol sul gambo eretto (Sì numerosa di granelli abbonda); Ha lunga barba, e conica figura; Ed è d'un palmo e più la sua misura.

Ben macinata la farina e sciolta, Che gialla è di color, morbida al tatto, Dentro uno staccio s'agita e si volta, E d'ogni crusca si rimonda affatto.

Indi in bollente e cavo bronzo accolta, Si mesce a l'onda: e poi per lungo tratto Sul focolar uom di robusta lena Con un grosso baston l'aggira e mena.

Né cessa dal lavor infin che cotta, In sodo impasto si restringe e addensa. Dal foco allor si toglie; e mentre scotta, Sopra si versa a ripulita mensa.

Indi su lei, che in fette è già ridotta, E burro e cacio larga man dispensa: E condito così, grato diventa Il caldo cibo; e chiamasi polenta.

Giacque lunga stagion, esca abborrita, Sol tra' villaggi, inonorata e vile; E da le mense nobili sbandita, Cibo fu sol di rozza gente umile:

Ma poi ne la città, meglio condita, Ammessa fu tra 'l popolo civile; E giunse alfin le delicate brame A stuzzicar di cavalieri e dame.

Giunse il gran piatto adunque; e fece in fretta Aprir la bocca, ed inarcar le ciglia: Né solo giunse già; ché seco eletta Venne d'augei multiplice famiglia,

Altri selvaggi, ed altri da civetta, Ma buoni e cucinati a maraviglia. Chi gli assaggiò vi dica il lor sapore: Tocca il fumo a' poeti, e il solo odore.

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