E chi potrebbe i movimenti e il muto
Vario linguaggio, il magistero e l'arti
Tutte scoprir de le maestre luci,
Al fido specchio, consiglier secreto,
Lungamente educate? Or vibra il guardo
Quasi lampo che abbaglia; or lento e inerte
Errare il lascia indifferente: il niega
Sovente a chi lo cerca, e il volge intanto
A scuotere i distratti. Al suol talora
China gli occhi dimessi, e fa un'occhiata
Lungamente aspettar; poi, quando intenti
Crede gli spettatori, alza improvviso
Le sicure pupille, e gli occhi incontra
Di chi meno l'aspetta, e fino al fondo
De l'alma il cerca, e lo sconcerta: indizio
Di sicuro trionfo. Indi abbandona
La vinta preda, facil opra e breve
Di un sol guardo fugace. Or mira come
Sul volto a Tirsi languida e cadente,
Diresti a caso e involontaria, fisa
D'amoroso desio le luci accese
Pietosamente. Immobile si arresta
A contemplarlo: e poi si scuote a un tratto,
Come allor se ne accorga; e rossa in volto,
Si volge altrove, vergognando quasi
Di avere incauta del suo cor tradito
Il geloso secreto; e fa sembiante
Di sconcertarsi, e timida e confusa
Finge schivar de le sue luci accorte
Il nuovo incontro. Misero se il crede:
Ché tardi poi de l'error suo pentito,
E' deriso sarà.