O d'Anglia nata su l'estreme rive
Macchinetta gentile, onde l'eterna
Virtù motrice misurando alterna
L'ore diurne e de la luce prive;
Su le tue ruote assiso il Tempo vive,
Ed i tuoi giri equabili governa,
Che poi distinti, su la faccia esterna,
Volubil freccia in numeri descrive.
Escon divise intanto, ad una ad una,
L'ore fugaci; e mentre fuor sen vola,
Col suono accusa il suo partir ciascuna.
Deh, fra tante che t'escono dal seno,
Macchinetta gentile, un'ora sola,
Segna un'ora per me felice almeno.