Andò la sciocca
Villanella al mercato, e un vase avea
Pien di latte sul capo: e fra suo cuore
Noverava il danar. Ne togliea polli,
Indi un porco, e con quel, vitello e vacca;
Tutto a memoria: e fra se dice: oh quanto
Vedrò lieta balzar fra l'altre torme
Il mio vitello! e per letizia balza.
Cade il vase, si spezza, e versa il latte.
Castelli in aria. È la fortuna chiusa
Da nera nube. Parmi averla in mano:
Fa come seppia; schizza inchiostro, e fugge.