Per più d'un augel al fero teschio attorto
Veggio ch'atro veleno intorno spiri,
Mostro crudel, che 'l livid'occhio e torto
Su lo splendor de l'altrui gloria giri.
Il perverso tuo cor prende conforto
Qualor più afflitta la virtù rimiri;
Ma se poi de la pace afferra il porto,
Ti s'apre un mar di duolo e di sospiri.
Deh se giammai ne l'immortal soggiorno
Le mie preghiere il Ciel cortese udille,
Oda pur queste, a cui sovente io torno:
Coronata di lucide faville
Splenda virtute; abbia letizia intorno,
Abbia la gloria; e tu mill'occhi e mille.