Ma piano un po': ché con maniera indegna
Questi son che ciurmano il Galileo
Co' pungiglion di pontificia insegna.
Che Tiresia nel corpo egli si feo;
Ma ne l'alma non già: né far di peggio
L'altrui perfidia incontro a lui poteo.
Che ingiuria fa d'Onnipotenza al seggio
Il Sol mobile o fisso, e chi ritrova
Di stelle intorno a Giove un bel corteggio?
Or chi Niceta e Filolao rinnova,
Fabro di matematiche ragioni,
Scherno per voi e pena e infamia trova?
E questa è una de le dilezioni
Che il Vangelo vi detta? ancor giostrando,
Per mera ambizione i dotti e i buoni?
Colui che, in duro esilio e miserando,
Di Patmos giacque in sconosciuta tomba;
Amatevi l'un l'altro, iva insegnando.
Ma ne l'orecchie a voi mormora e romba:
Perseguitiamo i dotti. E 'l popol matto
Sol per voi celebrar prende la tromba.