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1798–1837

CII – Menzini

Giacomo Leopardi

Ma piano un po': ché con maniera indegna Questi son che ciurmano il Galileo Co' pungiglion di pontificia insegna. Che Tiresia nel corpo egli si feo;

Ma ne l'alma non già: né far di peggio L'altrui perfidia incontro a lui poteo. Che ingiuria fa d'Onnipotenza al seggio Il Sol mobile o fisso, e chi ritrova

Di stelle intorno a Giove un bel corteggio? Or chi Niceta e Filolao rinnova, Fabro di matematiche ragioni, Scherno per voi e pena e infamia trova?

E questa è una de le dilezioni Che il Vangelo vi detta? ancor giostrando, Per mera ambizione i dotti e i buoni? Colui che, in duro esilio e miserando,

Di Patmos giacque in sconosciuta tomba; Amatevi l'un l'altro, iva insegnando. Ma ne l'orecchie a voi mormora e romba: Perseguitiamo i dotti. E 'l popol matto

Sol per voi celebrar prende la tromba.

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