Skip to content
1798–1837

CCXXVIII – Alfieri

Giacomo Leopardi

Candido cor, che in sul bel labro stai Di quella schietta, che il mio tutto io chiamo; Per te più sempre che me stesso io l'amo, Tu più m'incendi che i suoi negri rai.

Chi di beltà, chi di lusinghe, e assai Colti son d'arti e di menzogne a l'amo: Non io; che, in prova, libertà non bramo; E l'anno è il nono de' miei lacci omai.

Un dirmi ognor soavemente il vero, Ancor che spiaccia; ed a vicenda, un breve Sdegno in udirlo, indi un perdon sincero; Un profondo sentire in sermon lieve;

Infra il lazzo del mondo animo intero: Bei pregi; a cui servir, non fia mai greve.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CCXXVIII – Alfieri · Giacomo Leopardi · Poetry Cove