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1798–1837

CCXV – Bertola

Giacomo Leopardi

Addio, beato margine, Sacro per tanta età A l'aurea voluttà, Sacro a le muse.

Se ne le fibre languide Mi ribollì vigor, Se néttare sul cor Mi si diffuse,

Se più letea caligine A l'erta un vel non fa, Se a l'arti e a l'amistà Dolce io rivivo;

Tutto a te deggio: e deggioti L'insolito avvenir Ond'eccito i desir Pigri ed avvivo.

Come veloce a serpermi Per le midolle fu La provida virtù Di questo sole!

Così pietoso penetra Raggio del dì novel Entro l'esangue stel De le viole.

Com'io sentia, ne l'agili Vicende del respir, Me stesso rifiorir De' tuoi bei doni!

Su cento sassi inciderli L'indistre man tentò: Forse gli eternerò Con grati suoni.

Se ben d'Azio ne' numeri Pianta e famosa è già La magica beltà Del mar, del lido;

De' colli, che pompeggiano In curvo ordine altier; De gli antri, ove i piacer Formato han nido.

Io quindi alzarsi, io crescere Quindi i novelli albor, E vidi i salsi umor D'oro poi farsi.

E numerava i fulgidi Solchi pel mar, pel ciel, Quai da mortal pennel Non pon ritrarsi.

Io di Vesevo sorgere Da la montagna fuor, Ne l'ampio suo chiaror, Cinzia vedea;

E da l'alte vulcaniche Foci la fiamma uscir, Che il sommo orlo lambir Di lei parea:

E vidi in manto argenteo I flutti tremolar; E l'ali ivi tuffar L'aura leggiera.

Da l'arenoso margine, Dal sasso al mar vicin, Più non vedrò il mattin, Non più la sera.

Addio. Se iberno turbine, Coll'arme d'Aquilon, De l'umile magion Flagella il piede;

Gl'incisi sassi a frangere Non mova il suo furor: Lunga d'un grato cor Far deggion fede.

Addio. Se, allor che d'espero L'amabil lume appar, Verran solcando il mar Gli eletti amici;

L'erma mia stanza guardino, Dicendo: or più non v'è: Come son brevi, oimè, L'ore felici!

Oh, il più gentil fra i Zeffiri, Erra tra i cedri e i fior, E de' ben misti odor L'ale ti carca;

E ne profuma l'aere Quando s'appressi qui, Dov'io l'accolsi un dì, L'amica barca.

Avvezzi, o bel Posilipo, Te gli occhi a vagheggiar, Te cupidi a cercar Sempre verranno.

E spesso in parte scorgerti Da lunge ancor potran: Ma invan fra poco, invan Ti cercheranno.

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