Già s'accorciava il giorno; e il temperato
Ottobre ergea la pampinosa fronte.
Incominciava a impoverirsi il paro
D'erbetta, e il verde a impallidir del monte,
E frequenti stridean del viandante
L'aride foglie già sotto le piante.
L'anno maturo dechinava: ed era
Il suo modesto ammanto assai più caro
Che quello de la steril primavera,
De gli avidi bifolchi a l'occhio avaro:
La pingue oliva, l'auree e rosee poma
La curvata premean ramosa chioma.
Il dì sorgeva: era sereno il cielo;
Mentre, qual mar, stendea su le soggette
Valli la nebbia un biancheggiante velo.
Fuori i colli sorgean, quasi isolette;
Ed apparian su le lor verdi spalle
I rozzi tetti e le fumanti stalle.
Del sol mezzo scoperto e mezzo ascoso,
Tra i rossi grappi, e pampini stillanti
Tremolavano i raggi: al pasco erboso
Già i greggi si movean, lenti e belanti:
E ora apparian gli augelli entro il sereno,
Or disparian di folta nebbia in seno.