Vola colà dove, in dipinte logge D'ampio teatro le beltà raccolte, Più spettacol si fan che spettatrici. Quanta messe amorosa! Ei la divora
Tutta con l'alma, che divisa e sparsa, Liba i labbri di Silvia, e siede a l'ombra Del bel ciglio di Nice; a Cloe tra i crini Scherza, e striscia, e si perde a Fille in seno.
Vuol tutte a un punto; e d'un sospiro istesso Il principio è per Delia, il fin per Clori. Colore, aspetto, ingegno, età diversa Ugualmente l'alletta. Aria vivace
Gli dà baldanza, ritrosia l'irrita, Spirto accorto l'adesca; e se riscontra Pavido sguardo di gentil fanciulla In cui candore ed innocenza alberghi,
Tosto la vana idea gli empie la mente Di segnar de le prime amorose orme Quel core intatto; e di veder già pargli Modestia che, sedotta e palpitante,
Le difese abbandona, e invan s'asconde Dietro un leggero focosetto velo, Che più che di vergogna è di desio. Così scorrendo ognor di bella in bella,
Pago non è se trionfante in Gnido Non entra, e cinto de l'idalio mirto, Conquistator de l'amoroso regno. Miser: che sempre di piaceri in caccia,
Gli sfuggon sempre; in un forato vaso Versa un'onda infinita; e quasi a un punto Gli germogliano in cor diletto e noia Sfasciasi intanto il corpo; e move il passo
Affrettata vecchiezza. Il van desio, Che sopravvive a le defunte membra, Lo fa segno di scherni: e al fin consegna De la sua vita gli spossati avanzi
A vergogna, a rimorsi, a doglie in preda.
Cookies on Poetry Cove