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1798–1837

Canzonetta 4

Giacomo Leopardi

Di Giugno il mese fertile È giunto; abbonda il grano, E nitido biondeggia, Ed offrono al villano

Le spiche colme e spesse Un abbondante messe. Rosseggia il sol; sollecita Sorge la turba e lieta,

Ed all'oprare accingesi Industre, e irrequieta; Recide già il frumento Il contadino attento.

Già sotto il ferro inchinasi L'amico grano, e biondo, E già reciso stendesi Sopra il terren fecondo,

Terren d'ogni tesoro Assai più grato, e d'oro. Sempre più l'opra avvanzasi, E già l'agricoltore

Gronda nel viso fervido Di molle arso sudore, Ma non perciò si stanca, Nè alla fatica manca.

Già segna del meriggio Il sol nel cielo l'ora, E insieme i colli splendidi Di maggior luce indora;

Ognun rivolge il piede All'ombra, e ognun già siede. Già di lontano scorgesi Portar la parca mensa

La contadina provida. Intorno a lei si addensa, Ed alto-grida lieto De' contadini il ceto.

Sotto un ombroso faggio La turba insiem si asside, Le frutta, e il pane ruvido, E l'erbe si divide,

E con la mensa amica Sollieva la fatica. Felice turba rustica, Cibo soave, e grato,

Ombra più dilettevole D'ogni palagio aurato, Campo fecondo, e quieto, L'uomo in te vive lieto.

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Canzonetta 4 · Giacomo Leopardi · Poetry Cove