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1798–1837

Canzonetta 1

Giacomo Leopardi

Voi, ch'alterigia In cuor pascete, E in alto soglio Regi sedete,

Voi, che i magnifici Palagj amate, E i prodi, e nobili Trofei bramate;

Voi, deh voi ditemi Se mai piacere Potete in simili Reggie godere;

Se la mestizia V'entra e il dolore, E se mai lacero Avete il cuore.

Ah no, non puotesi Viver felici, Fuorchè ne' floridi Campi, ed aprici.

Qui la letizia Ognuno gode, Nè cura torbida Il cuor mai rode.

Più lieti i poveri Sono dei Rè, Ed il pericolo Fra lor non v'è.

Atterra il fulmine Turrita mole, L'umil tugurio Toccar non suole.

I venti scuotono Le frondi, e l'erbe, Ma l'alte atterrano Quercie superbe.

Ah campo fertile, Tu dai ristoro Più assai di Reggia coperta d'oro.

Ben lo conobbero Le antiche genti, Che dopo i nobili Guerrieri stenti

Lieti finirono La prode vita In solitudine Erma, e romita.

Di guerra il fulmine Morì Scipione, Fra le delizie D'erma regione.

O illustri, e nobili Eroi sapienti, Tutte vi ammirano Le umane genti.

Più sempre innalzasi La vostra gloria, E niun può togliervi Dalla memoria.

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Canzonetta 1 · Giacomo Leopardi · Poetry Cove