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1798–1837

Alla Signora Contessa Paolina Leopardi. V

Giacomo Leopardi

Fuvvi un dì che si potea Dirvi quel che si volea Si potea scherzare un poco Senza farvi andare in fuoco

Sentivate questo, e quello Senza prendere un cappello, Senza andar tosto in curina Come il vin nella cantina.

Noi perciò nel quarto esame Con le fette di salame Vi facemmo una corona Da portarsi in elicona,

E mostrarsi a quei Poeti Che sen van contenti e lieti Di uno straccio sol d'alloro Comperato a peso d'oro.

Or però non è così S'io volessi in oggidì Dirvi un pò quattro facezie Schiccherar tre o quattro inezie

Prendereste voi di botto Un orribile fagotto Pien di polve di cannoni Da sparar per i calzoni.

Io però prendo il partito Umiliato, ed avvilito Di donare al vostro merto Di melloni, e fichi un serto

Da mostrarsi all'Educande Di quel luogo che già spande La sua fama in tutto il mondo Quanto è lungo, e largo, e tondo.

Ma non vò sprecar più inchiostro Ora andiamo al sito nostro, E poichè già pronti siamo Attenzione. Incominciamo.

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