Fuvvi un dì che si potea
Dirvi quel che si volea
Si potea scherzare un poco
Senza farvi andare in fuoco
Sentivate questo, e quello
Senza prendere un cappello,
Senza andar tosto in curina
Come il vin nella cantina.
Noi perciò nel quarto esame
Con le fette di salame
Vi facemmo una corona
Da portarsi in elicona,
E mostrarsi a quei Poeti
Che sen van contenti e lieti
Di uno straccio sol d'alloro
Comperato a peso d'oro.
Or però non è così
S'io volessi in oggidì
Dirvi un pò quattro facezie
Schiccherar tre o quattro inezie
Prendereste voi di botto
Un orribile fagotto
Pien di polve di cannoni
Da sparar per i calzoni.
Io però prendo il partito
Umiliato, ed avvilito
Di donare al vostro merto
Di melloni, e fichi un serto
Da mostrarsi all'Educande
Di quel luogo che già spande
La sua fama in tutto il mondo
Quanto è lungo, e largo, e tondo.
Ma non vò sprecar più inchiostro
Ora andiamo al sito nostro,
E poichè già pronti siamo
Attenzione. Incominciamo.