Mentre tu godi le delizie amene
Del campo amico, o Genitor diletto,
Con rozza penna a te vergare io voglio
Un Eliconia carta, onde a te possa
La mia stima svelare, e il mio rispetto.
Nel fonte d'Ippocren la penna intingo,
D'alloro cingo l'Apollinea cetra
E di mirto la fronte indi m'assido.
Ma che mai dico? che pretendo? io dunque
Udir farò della mia cetra il suono
Al dotto Genitor? no che i miei carmi
Di te degni non son ma tu potrai,
Amato padre, compatirli, e insieme
Gradirli ancor se ciò sperar mi è dato.