Deh porgi mano all'affannato ingegno,
Amor, ed allo stile stanco e frale,
Per dir di quella ch'è fatta immortale
E cittadina del celeste regno.
Dammi, Signor, che 'l mio dir giunga al segno
Delle sue lode, ove per se non sale;
Se vertù, se beltà non ebbe eguale
Il mondo, che d'aver lei non fu degno.
Risponde: quanto 'l Ciel ed io possiamo
E i buon consigli e il conversar onesto,
Tutto fu in lei di che noi Morte ha privi.
Forma par non fu mai dal dì ch'Adamo
Aperse gli occhi in prima: e basti or questo.
Piangendo il dico; e tu piangendo scrivi.