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1798–1837

97 (RVF 354)

Giacomo Leopardi

Deh porgi mano all'affannato ingegno, Amor, ed allo stile stanco e frale, Per dir di quella ch'è fatta immortale E cittadina del celeste regno.

Dammi, Signor, che 'l mio dir giunga al segno Delle sue lode, ove per se non sale; Se vertù, se beltà non ebbe eguale Il mondo, che d'aver lei non fu degno.

Risponde: quanto 'l Ciel ed io possiamo E i buon consigli e il conversar onesto, Tutto fu in lei di che noi Morte ha privi. Forma par non fu mai dal dì ch'Adamo

Aperse gli occhi in prima: e basti or questo. Piangendo il dico; e tu piangendo scrivi.

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