Spirto felice, che sì dolcemente
Volgei quegli occhi più chiari che 'l sole,
E formavi i sospiri e le parole
Vive ch'ancor mi sonan nella mente,
Già ti vid'io d'onesto foco ardente
Mover i piè fra l'erbe e le viole,
Non come donna ma com'angel sole,
Di quella ch'or m'è più che mai presente;
La qual tu poi, tornando al tuo Fattore,
Lasciasti in terra, e quel soave velo
Che per alto destin ti venne in sorte.
Nel tuo partir partì del mondo Amore
E Cortesia, e 'l Sol cadde del cielo,
E dolce incominciò farsi la Morte.