I' vo piangendo i miei passati tempi
I quai posi in amar cosa mortale,
Senza levarmi a volo, avend'io l'ale
Per dar forse di me non bassi esempi.
Tu, che vedi i miei mali indegni ed empi,
Re del cielo, invisibile, immortale,
Soccorri all'alma disviata e frale,
E 'l suo difetto di tua grazia adempi:
Sì che, s'io vissi in guerra ed in tempesta,
Mora in pace ed in porto; e se la stanza
Fu vana, almen sia la partita onesta.
A quel poco di viver che m'avanza
Ed al morir degni esser tua man presta.
Tu sai ben che 'n altrui non ho speranza.