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1798–1837

(8)

Giacomo Leopardi

Da i roveti che fanno ombra a lo speco, L'usignol, soavissimo cantore, Scioglie la voce: e ripetendo l'eco Le dolcissime sue note canore,

Un altro augello che garrisca seco Lo crede l'usignol con folle errore. Vuol rispondergli sempre: e non s'accorge Che adal suo canto il suo nimico sorge.

I desiderii a l'eco rassomiglio: L'ultimo cui rispondi, È padre ognor di più importuno figlio.

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