In un certo villaggio
Un artefice saggio
Di terra cotta una campana fe;
Poscia un color le dié
Tanto al color del bronzo somigliante,
Che ingannato sariasi un negromante.
A veder la campana,
Qual opera sovrana,
Corse la turba villereccia: e mentre
Stava a mirar con inarcato ciglio,
Udivasi un bisbiglio
In questa parte e in quella,
Che replicava: oh quanto, oh quanto è bella.
In questi universali
Applausi de le genti,
Un vento (è dunque invidia anco ne i venti?)
Nel pendente battaglio urtò con l'ali:
Il battaglio agitato
Batté, sonò da l'uno a l'altro lato:
E allor dal rauco suono ed infelice
Conobbe il popol gonzo
Che la bella campana ingannatrice
Era di terra cotta, e non di bronzo.
Talun con l'apparenza
Impone a le persone,
E creder fassi uom d'alta conseguenza:
Ma se mai parla, si conosce allotta
Che quel che bronzo pare, è terra cotta.