Poi che mia speme è lunga a venir troppo,
E della vita il trapassar sì corto,
Vorreimi a miglior tempo esser accorto,
Per fuggir dietro più che di galoppo:
E fuggo ancor così debile, e zoppo
Dall'un de' lati, ove 'l desio m'ha storto:
Securo omai; ma pur nel viso porto
Segni ch'io presi all'amoroso intoppo.
Ond'io consiglio voi che siete in via:
Volgete i passi; e voi ch'Amore avvampa:
Non v'indugiate su l'estremo ardore.
Che, perch'io viva, di mille un non scampa,
Era ben forte la nemica mia;
E lei vid'io ferita in mezzo 'l core.