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1798–1837

74 (RVF 339)

Giacomo Leopardi

Conobbi, quanto il Ciel gli occhi m'aperse, Quanto studio ed Amor m'alzaron l'ali, Cose nove e leggiadre, ma mortali, Che 'n un soggetto ogni stella cosperse.

L'altre tante, sì strane e sì diverse Forme altere, celesti ed immortali, Perchè non furo all'intelletto eguali, La mia debile vista non sofferse.

Onde quant'io di lei parlai nè scrissi, Ch'or per lodi anzi a Dio preghi mi rende, Fu breve stilla d'infiniti abissi: Che stilo oltra l'ingegno non si stende;

E per aver uom gli occhi nel Sol fissi, Tanto si vede men, quanto più splende.

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