Lasciato hai, Morte, senza sole il mondo
Oscuro e freddo, Amor cieco ed inerme,
Leggiadria ignuda, le bellezze inferme,
Me sconsolato ed a me grave pondo,
Cortesia in bando ed onestate in fondo:
Dogliom'io sol, nè sol ho da dolerme;
Che svelt'hai di virtute il chiaro germe.
Spento il primo valor, qual fia il secondo?
Pianger l'aer e la terra e 'l mar devrebbe
L'uman legnaggio, che senz'ella, è quasi
Senza fior prato, o senza gemma anello.
Non la conobbe il mondo mentre l'ebbe:
Conobbil'io, ch'a pianger qui rimasi,
E 'l Ciel, che del mio pianto or si fa bello.