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1798–1837

71 (RVF 355)

Giacomo Leopardi

O tempo o ciel volubil, che fuggendo Inganni i ciechi e miseri mortali; O dì veloci più che vento e strali, Or ab esperto vostre frodi intendo.

Ma scuso voi, e me stesso riprendo: Che Natura a volar v'aperse l'ali; A me diede occhi: ed io pur ne' miei mali Li tenni; onde vergogna e dolor prendo.

E sarebbe ora, ed è passata omai, Da rivoltarli in più secura parte, E poner fine agl'infiniti guai. Nè dal tuo giogo, Amor, l'alma si parte,

Ma dal suo mal; con che studio, tu 'l sai: Non a caso è virtute, anzi è bell'arte.

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