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1798–1837

65 (RVF 75)

Giacomo Leopardi

I begli occhi ond'i' fui percosso in guisa Ch'e' medesmi porian saldar la piaga, E non già virtù d'erbe, o d'arte maga, O di pietra dal mar nostro divisa;

M'hanno la via sì d'altro amor precisa, Ch'un sol dolce pensier l'anima appaga; E se la lingua di seguirlo è vaga, La scorta può, non ella, essere derisa.

Questi son que' begli occhi che l'imprese Del mio Signor vittoriose fanno In ogni parte, e più sovra 'l mio fianco. Questi son que' begli occhi che mi stanno

Sempre nel cor con le faville accese; Perch'io di lor parlando non mi stanco.

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