Io son già stanco di pensar sì come
I miei pensier in voi stanchi non sono;
E come vita ancor non abbandono
Per fuggir de' sospir sì gravi some;
E come a dir del viso e delle chiome
E de' begli occhi, ond'io sempre ragiono,
Non è mancata omai la lingua e 'l suono,
Dì e notte chiamando il vostro nome;
E ch'e' piè miei non son fiaccati e lassi
A seguir l'orme vostre in ogni parte,
Perdendo inutilmente tanti passi;
Ed onde vien l'inchiostro, onde le carte
Ch'i' vo empiendo di voi; se 'n ciò fallassi,
Colpa d'amor, non già difetto d'arte.