Da' Carraresi giochi a l'officina
D'un illustre scultor tratta una pietra,
Da l'altre pietre che giacean qui sparte
Così fu interrogata: a che, sorella,
A che l'alpina patria hai tu lasciata?
E quella: io son venuta a farmi bella,
A diventar l'immago
Di un nume o di un eroe: negletto masso,
Io mi stava sepolta in ermo loco;
E passerò tra poco
(Se chi tratta m'ha fuor, dissemi il vero)
O in sala aurata o in ricco tempio altero.
Nobile è il tuo desio; ti si prepara
Alto destin, ripreser l'altre allora:
Ma qui guardar non dei le statue sole,
Ch'erano, come noi, pietre deformi:
Ah guarda qua, sorella,
Taglienti ferri, e là martelli enormi.
Di un nume o di un eroe pria che l'immago
Possa tu divenire,
Quanti tagli e percosse hai da soffrire.