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1798–1837

(6)

Giacomo Leopardi

Da' Carraresi giochi a l'officina D'un illustre scultor tratta una pietra, Da l'altre pietre che giacean qui sparte Così fu interrogata: a che, sorella,

A che l'alpina patria hai tu lasciata? E quella: io son venuta a farmi bella, A diventar l'immago Di un nume o di un eroe: negletto masso,

Io mi stava sepolta in ermo loco; E passerò tra poco (Se chi tratta m'ha fuor, dissemi il vero) O in sala aurata o in ricco tempio altero.

Nobile è il tuo desio; ti si prepara Alto destin, ripreser l'altre allora: Ma qui guardar non dei le statue sole, Ch'erano, come noi, pietre deformi:

Ah guarda qua, sorella, Taglienti ferri, e là martelli enormi. Di un nume o di un eroe pria che l'immago Possa tu divenire,

Quanti tagli e percosse hai da soffrire.

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