Sento l'aura mia antica, e i dolci colli
Veggio apparir onde 'l bel lume nacque
Che tenne gli occhi miei mentr'al Ciel piacque
Bramosi e lieti, or li tien tristi e molli.
O caduche speranze! o pensier folli!
Vedove l'erbe, e torbide son l'acque,
E voto e freddo 'l nido in ch'ella giacque,
Nel qual io vivo e morto giacer volli,
Sperando al fin dalle soavi piante
E da' begli occhi suoi, che 'l cor m'hann'arso,
Riposo alcun delle fatiche tante.
Ho servito a signor crudele e scarso;
Ch'arsi quanto 'l mio foco ebbi davante;
Or vo piangendo il suo cenere sparso.