I dì miei più leggier che nessun cervo,
Fuggir com'ombra; e non vider più bene
Ch'un batter d'occhio e poche ore serene,
Ch'amare e dolci nella mente servo.
Misero mondo, instabile e protervo!
Del tutto è cieco chi 'n te pon sua spene:
Che 'n te mi fu 'l cor tolto; ed or sel tene
Tal ch'è già terra e non giunge osso a nervo
Ma la forma miglior, che vive ancora
E vivrà sempre su nell'alto cielo,
Di sue bellezze ogni or più m'innamora.
E vo, sol in pensar, cangiando 'l pelo,
Qual ella è oggi e 'n qual parte dimora;
Qual a vedere il suo leggiadro velo.