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1798–1837

53 (RVF 319)

Giacomo Leopardi

I dì miei più leggier che nessun cervo, Fuggir com'ombra; e non vider più bene Ch'un batter d'occhio e poche ore serene, Ch'amare e dolci nella mente servo.

Misero mondo, instabile e protervo! Del tutto è cieco chi 'n te pon sua spene: Che 'n te mi fu 'l cor tolto; ed or sel tene Tal ch'è già terra e non giunge osso a nervo

Ma la forma miglior, che vive ancora E vivrà sempre su nell'alto cielo, Di sue bellezze ogni or più m'innamora. E vo, sol in pensar, cangiando 'l pelo,

Qual ella è oggi e 'n qual parte dimora; Qual a vedere il suo leggiadro velo.

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