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1798–1837

52 (RVF 62)

Giacomo Leopardi

Padre del ciel, dopo i perduti giorni, Dopo le notti vaneggiando spese Con quel fero desio ch'al cor s'accese Mirando gli atti per mio mal sì adorni;

Piacciati omai, col tuo lume, ch'io torni Ad altra vita ed a più belle imprese; Sì ch'avendo le reti indarno tese, Il mio duro avversario se ne scorni.

Or volge, Signor mio, l'undecim'anno Ch'i' fui sommesso al dispietato giogo, Che sopra i più soggetti è più feroce. Miserere del mio non degno affanno;

Riduci i pensier vaghi a miglior luogo; Rammenta lor com'oggi fosti in croce.

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