Skip to content
1798–1837

52 (RVF 318)

Giacomo Leopardi

Al cader d'una pianta, che si svelse Come quella che ferro o vento sterpe, Spargendo a terra le sue spoglie eccelse, Mostrando al Sol la sua squallida sterpe;

Vidi un'altra, ch'Amor obbietto scelse, Subbietto in me Calliope ed Euterpe; Che 'l cor m'avvinse e proprio albergo felse, Qual per tronco o per muro edera serpe.

Quel vivo Lauro, ove solean far nido Gli alti pensieri e i miei sospiri ardenti, Che de' bei rami mai non mossen fronda; Al ciel traslato, in quel suo albergo fido

Lasciò radici, onde con gravi accenti È ancor chi chiami, e non è chi risponda.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
52 (RVF 318) · Giacomo Leopardi · Poetry Cove