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1798–1837

50 (RVF 60)

Giacomo Leopardi

L'arbor gentil che forte amai molt'anni, Mentre i bei rami non m'ebber a sdegno, Fiorir faceva il mio debile ingegno Alla sua ombra, e crescer negli affanni.

Poi che, securo me di tali inganni, Fece di dolce se spietato legno, I' rivolsi i pensier tutti ad un segno, Che parlan sempre de' lor tristi danni.

Che porà dir chi per Amor sospira, S'altra speranza le mie rime nove Gli avesser data, e per costei la perde? Nè poeta ne colga mai, nè Giove

La privilegi; ed al Sol venga in ira Tal che si secchi ogni sua foglia verde.

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