Fiero nel volto e torbido Tra l'aste, e l'armi lucide Sittio feroce avvanzasi Cinto da forte stuol.
Nel cuore ansioso, e fervido Morte, ruina, eccidio, Lutto, e terror minaccia Al Mauritanio suol.
Freme l'amico esercito, E a l'alta Cirta, e nobile Il piè rivolger mirasi Pianto recando, e orror.
De la città Numidica Le mura intorno cingono Le ardenti turbe, e fervide Spirando ira, e furor.
Per la pianura scorrono Forti destrieri, e celeri, E a lor nitriti eccheggiano La valle, il monte, e il pian.
Su' d'alto cocchio affidasi Sittio feroce, ed anima Le turbe, e intorno aggirasi Spinto da sdegno insan.
E fanti, e cocchi, e rapidi Destrieri intorno cuoprono Il vasto campo, e fremono De l'alte mura appiè.
L'acciar feroci snudano Le ardenti squadre intrepide Al Duce formidabile Amor giurando, e fè.
Di già le scale apprestano La forte lancia afferrano, Cingon l'usbergo, e squassano L'alato, e ferreo stral.
Col forte scudo lucido L'elmo crinito coprono, E a la cittade appressansi Spirando ira marzial.
A l'opra tosto accingonsi, Già l'alte mura assalgono, L'aste appuntate vibrano, Ruotano il nudo acciar.
Quando ad un tratto ascoltansi In sui stridenti cardini, Fra il bellicoso fremito Le porte risuonar.
Tosto feroci sboccano Le avverse schiere fervide, E sul nemico scagliansi Portando ira, e terror.
Gli alati dardi volano, E sovra i scudi affoltansi, Qual cupa selva orrifica Di Marte infra l'orror.
Le ferree spade lucide Intorno splender vedonsi, Morte d'intorno aggirasi De l'armi al rimbombar.
L'aspra bipenne ferrea Alto solleva, e miransi Le turbe ai colpi orribili In preda a lei spirar.
Per ogni parte vedesi Il caldo sangue scorrere, E l'alte grida ascoltansi Del furibondo stuol.
Ora il Romano arretrasi, Or cede il fier Numidico, E omai di estinte, e gelide Salme cuoperto è il suol.
Ma vinti alfin soccombono Gli aspri Affricani intrepidi, E vincitor grandeggia Sittio superbo, e fier
Sul vasto campo innalzasi Di forti scudi fulgidi, D'acciari, e d'armi splendide Alto trofeo guerrier.
Ma già le penne celeri Scuote la fama, e rapida Nunzia fedele avvìasi Al Mauritanio Rè.
Di sdegno ardente, e fervido Giuba feroce accendesi, E furibondo, e torbido Muove anelando il piè.
Del fier Latino esercito, Del Roman Duce immemore Furente, irato volgesi Al Mauritanio suol;
Che d'armi cinto, e nobili Guerrieri oppresso vedesi Tra i ferrei lacci gemere In lacrimevol duol.
Fra l'aste, e i scudi fulgidi Feroce il Rege avvanzasi Sdegno furore, ed odio Fitto portando in cuor.
Ma non pertanto arretrasi Il forte Scipio, e immobile Guerra fatal minaccia Al fiero Dittator.
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