Quel foco ch'io pensai che fosse spento
Dal freddo tempo e dall'età men fresca,
Fiamma e martir nell'anima rinfresca.
Non fur mai tutte spente, a quel ch'i' veggio,
Ma ricoperte alquanto le faville:
E temo no 'l secondo error sia peggio.
Per lagrime, ch'io spargo a mille a mille,
Conven che 'l duol per gli occhi si distille
Dal cor, c'ha seco le faville e l'esca,
Non pur qual fu, ma pare a me che cresca.
Qual foco non avrian già spento e morto
L'onde che gli occhi tristi versan sempre?
Amor (avvegna mi sia tardi accorto)
Vuol che tra duo contrari mi distempre;
E tende lacci in sì diverse tempre,
Che quand'ho più speranza che 'l cor n'esca,
Allor più nel bel viso mi rinvesca.