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1798–1837

37 (RVF 45)

Giacomo Leopardi

Il mio avversario, in cui veder solete Gli occhi vostri, ch'Amore e 'l Ciel onora, Con le non sue bellezze v'innamora, Più che 'n guisa mortal soavi e liete.

Per consiglio di lui, Donna, m'avete Scacciato del mio dolce albergo fora; Misero esilio! avvegnach'io non fora D'abitar degno ove voi sola siete.

Ma s'io v'era con saldi chiovi fisso, Non devea specchio farvi per mio danno, A voi stessa piacendo, aspra e superba. Certo, se vi rimembra di Narcisso,

Questo e quel corso ad un termino vanno: Benchè di sì bel fior sia indegna l'erba.

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