Amor, che meco al buon tempo ti stavi
Fra queste rive a' pensier nostri amiche,
E per saldar le ragion nostre antiche,
Meco e col fiume ragionando andavi;
Fior, frondi, erbe, ombre, antri, onde, aure soavi,
Valli chiuse, alti colli e piagge apriche,
Porto dell'amorose mie fatiche,
Delle fortune mie tante e sì gravi;
O vaghi abitator de' verdi boschi,
O ninfe, e voi che 'l fresco erboso fondo
Del liquido cristallo alberga e pasce;
I dì miei fur sì chiari, or son sì foschi
Come morte, che 'l fa. Così nel mondo
Sua ventura ha ciascun dal dì che nasce.