Il figliuol di Latona avea già nove
Volte guardato dal balcon sovrano
Per quella ch'alcun tempo mosse in vano
I suoi sospiri, ed or gli altrui commove.
Poi che cercando stanco non seppe ove
S'albergasse, da presso o di lontano;
Mostrossi a noi qual uom per doglia insano,
Che molto amata cosa non ritrove.
E così tristo standosi in disparte,
Tornar non vide il viso che laudato
Sarà, s'io vivo, in più di mille carte.
E pietà lui medesmo avea cangiato,
Sì che i begli occhi lagrimavan parte:
Però l'aere ritenne il primo stato.