Ma poi che 'l dolce riso umile e piano
Più non asconde sue bellezze nove;
Le braccia alla fucina indarno move
L'antiquissimo fabbro siciliano:
Ch'a Giove tolte son l'arme di mano
Temprate in Mongibello a tutte prove;
E sua sorella par che si rinnove
Nel bel guardo d'Apollo a mano a mano.
Del lito occidental si move un fiato
Che fa securo il navigar senz'arte
E desta i fior tra l'erba in ciascun prato.
Stelle noiose fuggon d'ogni parte,
Disperse dal bel viso innamorato;
Per cui lagrime molte son già sparte.