Quando dal proprio sito si rimove
L'arbor ch'amò già Febo in corpo umano,
Sospira e suda all'opera Vulcano,
Per rinfrescar l'aspre saette a Giove;
Il qual or tona, or nevica ed or piove,
Senza onorar più Cesare che Giano;
La terra piagne, e 'l Sol ci sta lontano,
Che la sua cara amica vede altrove.
Allor riprende ardir Saturno e Marte,
Crudeli stelle; ed Orione armato
Spezza a' tristi nocchier governi e sarte.
Eolo a Nettuno ed a Giunon, turbato,
Fa sentir, ed a noi, come si parte
Il bel viso dagli angeli aspettato.