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1798–1837

33 (RVF 41)

Giacomo Leopardi

Quando dal proprio sito si rimove L'arbor ch'amò già Febo in corpo umano, Sospira e suda all'opera Vulcano, Per rinfrescar l'aspre saette a Giove;

Il qual or tona, or nevica ed or piove, Senza onorar più Cesare che Giano; La terra piagne, e 'l Sol ci sta lontano, Che la sua cara amica vede altrove.

Allor riprende ardir Saturno e Marte, Crudeli stelle; ed Orione armato Spezza a' tristi nocchier governi e sarte. Eolo a Nettuno ed a Giunon, turbato,

Fa sentir, ed a noi, come si parte Il bel viso dagli angeli aspettato.

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