S'io credessi per morte essere scarco
Del pensier amoroso che m'atterra,
Con le mie mani avrei già posto in terra
Queste membra noiose e quello incarco.
Ma perch'io temo che sarebbe un varco
Di pianto in pianto e d'una in altra guerra,
Di qua dal passo ancor che mi si serra,
Mezzo rimango, lasso, e mezzo il varco.
Tempo ben fora omai d'avere spinto
L'ultimo stral la dispietata corda,
Nell'altrui sangue già bagnato e tinto.
Ed io ne prego Amore, e quella sorda,
Che mi lassò de' suoi color dipinto,
E di chiamarmi a se non le ricorda.