Mai non vedranno le mie luci asciutte,
Con le parti dell'animo tranquille,
Quelle note, ov'Amor par che sfaville,
E Pietà di sua man l'abbia construtte;
Spirto già invitto alle terrene lutte,
Ch'or su dal ciel tanta dolcezza stille,
Ch'allo stil onde Morte dipartille,
Le disviate rime hai ricondutte.
Di mie tenere frondi altro lavoro
Credea mostrarte. E qual fero pianeta
Ne 'nvidiò insieme? o mio nobil tesoro,
Chi 'nnanzi tempo mi t'asconde e vieta?
Che col cor veggio, e con la lingua onoro,
E 'n te, dolce sospir, l'alma s'acqueta.