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1798–1837

236 (RVF 260)

Giacomo Leopardi

In tale stella duo begli occhi vidi, Tutti pien d'onestate e di dolcezza, Che presso a quei d'Amor leggiadri nidi Il mio cor lasso ogni altra vista sprezza.

Non si pareggi a lei qual più s'apprezza In qualch'etade, in qualche strani lidi; Non chi recò con sua vaga bellezza In Grecia affanni, in Troia ultimi stridi;

Non la bella Romana che col ferro Aprì 'l suo casto e disdegnoso petto; Non Polissena, Issifile ed Argia. Questa eccellenzia è gloria (s'i' non erro)

Grande a Natura, a me sommo diletto; Ma che? vien tardo e subito va via.

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