In tale stella duo begli occhi vidi,
Tutti pien d'onestate e di dolcezza,
Che presso a quei d'Amor leggiadri nidi
Il mio cor lasso ogni altra vista sprezza.
Non si pareggi a lei qual più s'apprezza
In qualch'etade, in qualche strani lidi;
Non chi recò con sua vaga bellezza
In Grecia affanni, in Troia ultimi stridi;
Non la bella Romana che col ferro
Aprì 'l suo casto e disdegnoso petto;
Non Polissena, Issifile ed Argia.
Questa eccellenzia è gloria (s'i' non erro)
Grande a Natura, a me sommo diletto;
Ma che? vien tardo e subito va via.