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1798–1837

223 (RVF 247)

Giacomo Leopardi

Parrà forse ad alcun che 'n lodar quella Ch'i' adoro in terra, errante sia 'l mio stile, Facendo lei sovr'ogni altra gentile, Santa, saggia, leggiadra, onesta e bella.

A me par il contrario; e temo ch'ella Non abbi' a schifo il mio dir troppo umile, Degna d'assai più alto e più sottile: E chi nol crede, venga egli a vedella.

Sì dirà ben: quello ove questi aspira, È cosa da stancar Atene, Arpino, Mantova e Smirna, e l'una e l'altra lira. Lingua mortale al suo stato divino

Giunger non pote: Amor la spinge e tira, Non per elezion, ma per destino.

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