Skip to content
1798–1837

22 (RVF 166)

Giacomo Leopardi

S'io fossi stato fermo alla spelunca Là dov'Apollo diventò profeta, Fiorenza avria fors'oggi il suo poeta, Non pur Verona e Mantoa ed Arunca:

Ma perchè 'l mio terren più non s'ingiunca Dell'umor di quel sasso, altro pianeta Conven ch'i' segua, e del mio campo mieta Lappole e stecchi con la falce adunca.

L'oliva è secca, ed è rivolta altrove L'acqua che di Parnaso si deriva, Per cu'in alcun tempo ella fioriva. Così sventura ovver colpa mi priva

D'ogni buon frutto; se l'eterno Giove Della sua grazia sopra me non piove.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
22 (RVF 166) · Giacomo Leopardi · Poetry Cove